Arturo Puliti
 
   
   
 

NOTA BIOGRAFICA.

Arturo Puliti è nato in Versilia, ha studiato e si è diplomato all'Istituto d'Arte di Pietrasanta. Nell'immediato dopoguerra oltre che per la pittura si distingue per l'attività grafica, cartellonistica e pubblicitaria. A Roma collabora all' Elefante di Franco Monicelli, un esperimento fuggevole che però lo mette in contatto con personalità che poi ricorreranno nel suo futuro, da Maccari a Mazzacurati, da Steinberg a Mirko. Per vivere in prima persona le più vivaci correnti pittoriche soggiorna, oltre che a Roma, a Torino tra il 1948 e il 1949; dal 1949 al 1953 in vari periodi è a Zurigo e San Gallo, è in questo periodo che inizia il ciclo delle "Cave", uno degli esiti più prolifici della sua arte, nel 1957 si trasferisce a Milano.
Dal '59 al '63 abita saltuariamente a Parigi, prima a Montparnasse quindi a Montmartre.
Dal 1965 opera a Firenze e in Versilia. L'alluvione distrusse il suo studio fiorentino di via Varlungo ed ebbe una sovvenzione speciale dal Teatro dell'Opera di Chicago. Ha esposto a Monaco di Baviera (più volte), Lindau, Würzburg (Germania), Zurigo, San Gallo (Svizzera), Parigi e nelle principali città italiane.
Nel 1968 vince il primo premio "Nuovi Valori" della giovane pittura italiana (20 pittori d'avanguardia partecipanti al premio su invito di Marco Valseccchi, Raffaele De Grada, Piero Santi, Ernesto Treccani). Nel 1970, edita dalla Galleria d'Arte "L'Indiano" di Firenze, con la quale stabilisce un rapporto privilegiato di creatività destinata a proseguire negli anni, esce una prima monografia con testi dello stesso Valsecchi e Piero Santi. Altre pubblicazioni, edite dalla medesima galleria negli anni successivi, si distinguono per autorevolezza e impatto nel dibattito sull'arte contemporanea; tra queste da ricordare Gli spazi fiorentini di Arturo Puliti con testo di Raffaele De Grada.
Ha ricoperto la cattedra di "nudo" all'Accademia di Belle Arti di Firenze nei primi anni Settanta, lasciata per gravi motivi familiari. Tale esperienza lo porta, oltre che ad un proficuo e costruttivo rapporto con gli allievi, ad una seria meditazione sulla tecnica che, secondo una sua icastica espressione "bisogna apprendere per poi completamente dimenticare quando si comincia a dipingere". Nel '75 fa parte dei dieci pittori che il Consiglio Regionale Toscana chiama a realizzare una cartella di incisioni le cui lastre vengono donate al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
Nel 1976 gli è stato assegnato il primo Premio per la pittura dalla "Fondazione Lorenzo Viani di Viareggio", con una mostra antologica. È tra i fautori del "Premio Satira Politica" di Forte dei Marmi: suo il disegno dell'ape puntuta che ne diverrà simbolo e logo e ancora oggi identifica la manifestazione e l'attività della fondazione e del museo.
Pittore appartato, pur avendo vissuto a contatto con i grandi maestri del Novecento, da Rosai a Carrà fino a Maccari e Guidi, con la stima e l'appoggio di critici del calibro di Roberto Longhi, Puliti ha continuato a perseguire la sua idea di pittura, affinando un particolarissimo linguaggio segnico e una inimitabile sintassi cromatica che lo pongono fuori da qualsiasi scuola, corrente, tendenza o moda. Il suo essere "fuori giro" è il punto di forza di un arte che trae dall'interiorità una precisa e coerente poetica, che assorbe linfa e ispirazione da sotterranee quanto archetipiche fonti, essenzialmente musicali e poetiche. Un "metodo", il suo, che si apparenta sia alla musica, per il matematizzante e rigorosissimo trattamento spaziale che combina in declinazioni variate, con ampio margine lasciato a "improvvisazioni" quasi jazzistiche, sia alla poesia moderna; per la strutturale somiglianza alle libertà metriche sempre sostenute da una volontà conoscitiva che mira alla sintesi: non per niente suo riferimento costante è il Luzi maggiormente discorsivo, quello, per intenderci, di Su fondamenti invisibili e del Viaggio di Simone Martini.
Saltuariamente torna a vivere e a lavorare a Firenze, all'ombra di quella cupola brunelleschiana che è cifra e simbolo della sua arte, schiva e in miracoloso equilibrio.


NOTA CRITICA .

Arturo Puliti non inserisce la sua idea in ritmi astratti. La sua pittura è struttura secondo riferimenti precisi (anche se non riferibili a forme da noi conosciute); la sua semplificazione è apparente perché più agisce verso l'essenza, più arricchisce le proprie risultanze. Preferirei dire, allora: purificazione; la quale non esclude la complessità contraddittoria e ambigua del reale. Sotto quella trama nitida dei colori e delle spartizioni del quadro, al di là di quelle linee sinuose o rette, c'è l'apprendimento fondo delle "cose". Quella di Puliti è la lingua necessaria, l'espressione estrema per poter pronunciare le parole definitive. Nessun allentamento in questi specchi tersi: questa è pittura veramente "oltre l'informale", dove i grumi stessi dell'uomo-vipera o dell'uomo-angelo - in breve dell'uomo (che ha in sé l'una e l'altro) - si sciolgono in una chiarezza che potrebbe sfiorare il crudele.
Quella purezza, lo splendore levigato - expolitum, con Catullo - di questi quadri accoglie, non rifiuta davvero, la dialettica interna e la paura che l'uomo ha di se stesso, del proprio segreto, dei propri moventi, di certi atti grigi - angustia di noi vivi. L'invenzione di queste forme che si accavallano, si intersecano, e raggiungono alla fine il punto di luce-rivelazione, scaturisce da un umore chiuso, scattante verso un giudizio assiduo e caldo; non certo da una ricerca di ritmi estremi. [...] Scavare nei maledetti contenuti per estrarne la loro miseria e la loro ricchezza; lasciarsi bruciare dal loro fuoco - ingannevole? Amico? - poi bruciarli in forme nuove che siano le loro forme indispensabili, giudicandoli nella loro bassezza e nel loro splendore, alla fiammella della nostra povera-sublime crisi millenovecentesca. Fuori di questo, ormai, che senso ha la pittura? (o la poesia? o il romanzo?). Più di sempre, è probabile, siamo immersi nella storia: dannati, non possiamo scampare.

(Pietro Santi)


BIBLIOGRAFIA.

Oltre alle monografie edite dalla Galleria L'Indiano sono da segnalare:

A. Puliti "Catalogo della mostra all'Azienda Turismo di Marina di Massa", Comune di Massa, patrocinio Regione Toscana, Marina di Massa, 19 marzo, 16 aprile 1978
Antologia critica con scritti di G. Forgien, M. Valsecchi, U. Baldini, L. Vinca Masini, R De Grada, D. Micacchi.

A. Puliti "Opere dal 1950 al 1980" - Catalogo della mostra alla Galleria d'Arte Moderna di Forte dei Marmi diretta da Andrea B. Del Guercio, Forte dei Marmi (LU), luglio-agosto 1980, con interventi di F. Pulzi, M. Polacci, A. B. Del Guercio.

A. Puliti "Cave di marmo1953-1959" - Catalogo della mostra alla Galleria Sprovieri, Roma, Maggio-Giugno 1991. Presentazione di Bruno Corà; scritti di Claudio Sprovieri, con un'intervista di E. Paoli e scritti di P. Santi, U. Baldini, R. De Grada, M. Novi.

A. Puliti "Puliti dipinge Luzi, viaggio terrestre e celeste di Simone Martini", Comune di Forte dei Marmi, Assessorato alla Cultura, a cura di Paolo Marini e Fabio Norcini, Pacini editore, Maggio 2002, Pisa.

Tra i tanti contributi critici apparsi sulla stampa si segnalano quelli di:

Marco Valsecchi, Mario Luzi, Mario Novi, Raffaele De Grada, Lara Vinca Masini, Mano Portalupi, Umberto Baldini, Mano Lepore, Piero Santi, Franco Miele, Pier Francesco Listri, Raffaele Monti, Alberto Macchiavello, Vanni Bramanti, Elda Fezzi, Renzo Federici, Tommaso Paloscia, Dano Micacchi, Maurizio Chierici, Corrado Marsari, Emilio Paoli, Roberto Coppini, Domenico Acconci, Gianni Pozzi, Elio Mercuri, Onofrio Lopez, Luciano Luisi, Massimo Carrà, Magda De Grada, A.B. Del Guercio, Rolando Bellini, Marcello Vannucci, Wanda Lattes, Giuseppe Sprovieri, G. Biazzi Vergani, Carlo Ripa di Meana, Mansa Vescovo, Eugenio Miccini, Bruno Corà, Fabio Norcini, Rolando Bellini.

Sue opere si trovano nelle seguenti istituzioni:

- Gabinetto Disegni e Stampe Galleria degli Uffizi; Sede Regione Toscana;
- Museo Nazionale Santiago del Cile;
- Galleria d'Arte Moderna - Firenze;
- Galleria "Roden" - Montreal , Canada;
- Pinacoteca "Premio Letterario Viareggio";
- Museo Intemazionale di Pinocchio - Collodi;
- Pinacoteca Putignano Pisano;
- Pinacoteca Azienda Cura e Soggiorno - Marina di Massa;
- Galleria Momptì - Monaco di Baviera;
- Pinacoteca FonPulione Lorenzo Viani - Viareggio;
- Galleria d'Arte Moderna - Cascina;
- Galleria d'Arte Moderna - Forte dei Marmi.