| Kiev
NOTA CRITICA.
È sufficiente una sola scultura. Se entrate in un salone, in una mostra, una camera o un museo, resterete immediatamente colpiti: l'opera vi ha trasmesso delle curiose vibrazioni nell'anima. Eccovi innamorati! Sareste pronti a tutto: a comprare, a rubare, a risvegliarvi e ad addormentarvi nel guardarla, senza saper nulla del volto umano che si nasconde sotto il marmo, il bronzo, la pietra o la terra. Questa scultura ha svegliato in voi il vostro segreto, quello dei vostri sogni, sia i migliori che i peggiori? Così comincia la lunga storia di un amore, che si chiama Michelangelo, Camille Claudel o Lazareff.
L'emozione, il colpo al cuore che non si previene, la certezza fuori dalle parti, dalla moda o dalla buona o cattiva fama.
Così io ho amato Camille Claudel prima che il ventesimo secolo non l'avesse infine scoperta, come io ho percorso dei chilometri per passare una sola ora con un disegno di Leonardo da Vinci, così sono venuto a parlarvi della Lazareff.
Io dico Lazareff! Questo nome che suona come un colpo di frusta, un lampo nel cielo, come la neve scricchiolante illuminava di luce i cavalli di Kiev su cui viaggiava da bambina, pazzamente stretta alla mano di suo padre. Corsa folle attraverso un mondo calpestato, schiacciato da grandi e pesanti animali, impigliati o spinti nell'ingranaggio di vie, di piloni, di questa meccanica interiore che rischia di divenire il tessuto stesso dei nostri desideri.
Un'opera è bastata a trascinarmi a mia volta in questa galassia di rinoceronti, di elefanti, di coccodrilli, di cavalli, di ippopotami, di tori e di tanti altri animali mutati da lei in "Croko-Magnon", "Pork-épique", in "Mekano-Mekano", in "Auto-nome", in "Minotauro" che ritorna ad abitare il palazzo della nostra infanzia.
Dal fondo dei labirinti dei nostri compromessi, sento avanzare verso di noi a
gran galoppo il riso di Lazareff, liocorno indomabile che travolge colui o colei
che si erge sul suo cammino: uomo, macchina. Ma noi sappiamo allora ciò che siamo
divenuti? Lazareff che rinuncia al denaro che si accumula attorno ai ritratti
che realizza, ai facili successi del mondo rumoroso, per ritrovare i grandi spazi
luminosi di Carrara e lanciarsi alla conquista della Bestia. E questo cavallo
bardato, impigliato, trattenuto in uno spasmo estremo, questo Spasmo-Follia,
non è forse ad immagine di quegli uomini di selvaggia speranza che muoiono in
un formidabile nitrito di rivolta, non appagati, a immagine di questo padre suicida
al quale la giovane figlia di sedici anni non cessa di dire addio con le sue
mani da scultore. Ma "non siamo forse noi tutti, come lo stesso povero Van Gogh,
dei suicidi della società?" come scrive Artaud, ritornando dalla clinica psichiatrica.
Van Gogh, Lazareff, Camille Claudel! Lo stesso formidabile intestardirsi nel
voler fare un'opera senza sapere perché, ne per chi? Come le bestie che vanno
- grandi lupi attraverso le foreste buie, sino a morirne se è necessario, per
restare liberi. Lazareff, a immagine di queste sculture, potenti, che mordono
il freno, che acquistano velocità lungi dalle mollezze dei vili, si lancia con
gioia nel vortice della creazione, con una grande e sonora risata di gola, lo
stesso di Camille Claudel.
Quando l'ho incontrata, Lazareff, ho riconosciuto quella stessa paura negli sguardi che deve provocare la vitalità di Camille, l'humour corrosivo delle sue riflessioni, il suo corpo potente abituato alle guerre con la materia, la sua insolenza nel vivere, la donna scultore in tutto lo splendore della sua purezza; la donna ribelle, ferma nel vento turbinoso delle mode, abbandonata per sempre su questa terra afferrandola con tutte le sue membra per non urlare dal dolore, a immagine dei suoi animali grandiosi di cui in questi "Tempi Moderni" non sap-piamo più percepire i singhiozzi inferiori e le tenerezze leggere. Lazareff: una forza in cammino. Una donna ad immagine dello scultore Camille Claudel.
(Anne Detbée, scrittore)
Non stupitevi se questi bronzi hanno più dell'età del bronzo. È che vengono dalla notte dei tempi e si immergono in questo tempo della notte che al di là della morte è per noi l'eternità. È l'eterno che vive in questo senso, ossia nell'atto creativo di Alexandra de Lazareff, sicuramente il prolungamento del gesto grandioso dell'artista magdaleniano.
Ma da qui il pretesto della terza dimensione, il vero valore aggiunto: ciò che fa la forza di questa opera è la modernità. Questi animali usciti dalla grotta ancestrale, esplosi dalle pitture rupestri, lasciano la loro forma primitiva per accedere infine ai tempi moderni e, caratteristico degli esseri umani, per partecipare alla meccanica universale e al grande ingranaggio degli ioni. Dio, o chi sa chi, li aveva fatti, Alexandra de Lazareff li crea. A immagine dell'uomo. Con questo humour del genio creatore che non appartiene che ai grandi. E giustamente ella li ha dotati della più geniale delle invenzioni dell'uomo, che gli ha permesso di conquistare il pianeta: la ruota!
Liscia o dentata, la ruota moltiplica, certo, la loro velocità e la loro dinamica di vita nonché la loro forza emotiva. Essa permette loro la conquista dello spazio, tutto lo spazio, ivi compreso il più intersiderale di tutti, il nostro immaginario. È un trasmettitore d'energia, una azione-mozione irresistibile.
Difatti non si resiste ad una tale forza. Se ne è trascinati, travolti da questo flusso di emozioni tanto impetuoso quanto di talento, primitivo e moderno.
Se in questa fine di XX secolo ci sembra talvolta che la macchina dai giri inestricabili che abbiamo costruito s'appresta a stritolarci, ci resta fortunatamente il rifugio delle nostre grotte intime che Alexandra de Lazareff, così come i suoi fratelli di 17.000 anni fa, popola di sue sculture, tracce quanto più rassicuranti della nostra vera identità. Sì, tutto questo bestiario di conquista dell'assoluto è più che di azione, un mondo di fiducia e di serenità. È per questo che ci piace tanto. Sì, le sculture di Alexandra de Lazareff possiedono una eternità tranquilla. E ce la restituiscono.
(Jacques Lamalle)
CENNI BIOGRAFICI.
Tracciare una biografia di Alexandra de Lazareff è come tessere
il racconto di un viaggio attraverso vari continenti.
Nata a Kiev, cresciuta in Germania, la ritroviamo adolescente in Australia dove
riceve una formazione artistica e culturale ispirata a modelli anglosassoni.
II teatro, il cinema, tutte le arti diventano per Lazareff fonte di ispirazione per la ricerca di une forma artistica capace di esprimere una personalità impetuosa, travolgente. II premio "South Australian Art Festival" corona gli anni australiani.
II 1974 segna I'evazione verso l'Europa. II mito è Parigi. Ciò che spinge la giovane artista cosmopolita è il desiderio, il bisogno vitale di vedere cosa si fa altrove. Ritorna in Australia dove le vengono conferiti prestigiosi incarichi per giornali e riviste internazionali: "News", "Daily Mirror", "Sunday
Times".
Fa ritorno a Parigi qualche anno dopo. Il genere nel quale si cimenta è il ritratto, disciplina difficile che le procura però grandi successi. Le mostre sotto l'egida dell'Ambasciata d'Australia si susseguono. Alexandra esiste artisticamente e socialmente. II bel mondo la convoca commissionandole ritratti: Aznavour, Ira Furstemberg, Michel Simon, Sir Ronald Walker.... Gli editori apprezzano la sua grafica. Sono sue le illustrazioni del libro di John KobaI su Marlene Dietrich.
II bisogno di evadere, di rompere, di assaporare altro riesplode. Alexandra abbandona i facili guadagni e la mondanità per isolarsi nella severa disciplina della scultura. Un antico mulino della Toscana diventa il suo laboratorio, la fabbrica delle sue nuove creature. Parigi l'effervescente capitale della cultura e dell'arte rimane solo una vetrina per le mostre; una scena per le relazioni mondane. Le sue opere vengono presentate in alcune delle più prestigiose gallerie parigine nonché in molti altri importanti musei o centri espositivi francesi. Non solo la Francia, ma anche il Belgio, la Germania e gli USA accolgono le sue creazioni.
II mulino della lucchesia e un mondo di forme magnificamente composte da cui si sprigiona una forza primordiale indeterminata una galleria di figure dell'immaginario e del simbolico fatte non per stupire come avrebbe detto Cocteau, ma per andare oltre, oltre la misura, il limite, la compostezza.
(Antonietta Sanna)
ESPOSIZIONI.
1988
- Galerie CANCE-MANGUIN - Ménerbes (84) - Francia
- INTERNATIONAL PLASTIK SYMPOSION - Lindau
Bodensee - Germania
- MUSEO DELLE AVANGUARDIE - Galerie della Rocca, Rocca di Angera (VA)
- CIECLE Centre International d'Expression Culturelle -"La Cour" - Marssillargues
- Francia
1989
- Galleria LUIGI BELLINI - Firenze -Italia
- SCOTT ALAN GALLERY - New York - N.Y. - USA
1990
- MUSEE CAMPREDON - L'isle-sur-la-Sorgue - Francia
- Galerie ROBIN-LEADOUZE - Paris - Francia
1991
- Galerie CHARDIN - Paris - Francia
- AMBASSADE D'AUSTRALIE - Paris - Francia
- BERNHEIM-JEUNE - Paris - Francia
1992
- Galerie GOT - Barbizon - Francia
- MUSEO DEI BOZZETTI - Pietrasanta (permanente) - Italia
1993
- GALERIE DE L'EUROPE - Nice - Francia
- Galerie DARIO BOCCARA - Paris - Francia
- AMBASSADE D AUSTRALIE - Paris (permanente)
- Francia NICOLIER antiquaire - Paris - Francia
1994
- Galerie Eiysée-Matignon - Paris - Francia
- PALAIS CARNOLÈS - Musee Municipal de MENTON - Menton - Francia
- Musee de l'Automate - Souillac (Lot) - Francia
- La Salle St Martin - Souillac (Lot) - Francia
- Mairie de Souillac - Souillac (Lot) - Francia
1995
- Galerie Daniel Besseiche - Espace Diamant - Courcheuel - Francia
- Galerie Jacques de Vos - Paris - Francia
- J. Bastien art - Bruxelles - Belgio
- Galerie M.C. Goinard - Esplanade Francois Andrè - Francia
1996
- Siac art strasbourg 96 - Stand Galerie M.C. Goinard - Francia
- Abbaye de villeneuve - Les Hotel Particuliers -Groupe Philippe Saury - Nantés - Francia
- Fondation Helan arts - Bornem - Belgio
- Hotel Royal Thalasso - Avec La Galerie M.C. Goinard
- La Baule - Francia
- Centre des Congrès - Avec La Galerie
M.C. Goinard. - Angers - Francia
- Chateau d'Ermenonville - 60950 Ermenonville - Avec La Galerie M.C. Goinard - Francia
1997
- HOTEL CONCORDE LA FAYETTE - Paris - Avec La Galerie M.C. Goinard -Francia
- ONE INTERNATIONALTop Model Mediterranee - Avec La
Galerie M.C. Goinard-TUNISIA
- CHÀTEAU DE GOULAINE - GOULAINE - Avec La Galerie M.C. Goinard -Francia
- GALERIE DANIE BESSEICHE - Espace Diamant - Courchevel - Francia
- HOTEL ROYAL THALASSO - La Baule - Francia
1998
- GALERIE ERIC DE MONTBEL - Paris - Francia
|