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Viareggio,
Maggio 1971
CENNI
BIOGRAFICI.
Piero Cantagalli ha compiuto i suoi studi liceali e universitari a Firenze laureandosi in Lettere. Maturando poi interessi verso le scienze sociali e psicologiche si è iscritto alla facoltà di Psicologia di Padova dove si è laureato. Certe problematiche sociali di quegli anni (fine ‘70 - ‘80) cercava, da “autodidatta”, di comunicarle anche con linguaggi grafici e cromatici mutuati dalla tradizione pittorica Viareggina (Viani - Gruppo dei Vageri). Si era infatti trasferito a Viareggio per motivi di lavoro. La consapevolezza di forti carenze a livello tecnico-espressivo lo portava a frequentare per tre anni la scuola di Guido Bucci. Ancora però insoddisfatto fa una pittura di ricerca sperimentale, finché conosce il pittore Giorgio Michetti, con il quale studia e lavora con grande interesse e passione per quattro anni. Approda così ad un modo di dipingere nel quale trova una elaborata collocazione e giustificazione tutto il suo bagaglio culturale e il sentimento un po’ pagano e manicheo nel suo interagire con la storia e le persone. Protagonista è una umanità angosciata, sofferente perché vittima di uno storico conflitto tra bene e male; dove il bene è troppo spesso soccombente.
Curriculum Vitae
Ha partecipato a numerosissime collettive dalla metà degli anni ‘80 ad oggi (personale in Versilia
Sala d’Arte Arlecchino, luglio 2002). Le sue opere si trovano in collezioni importanti in Italia
e all’estero e in permanenza presso la Galleria Il Mercadante di Levanto, la Galleria Nazionale di Cortona, la Galleria Internazionale di Viareggio.
Concorsi e Premi
Personale “Galleria Internazionale”,Viareggio 2001
Collettiva “Galleria d’arte il Mercadante”, Levanto 2002
“Natale 2003 in Versilia” – I° PREMIO ASSOLUTO
Collettiva “I grandi maestri contemporanei”, 2003
“Arte e Letteratura Omaggio a Burlamacco”, Viareggio 2004 - 1° PREMIO ASSOLUTO
“Arte e Letteratura città di Cortona”, aprile 2004 - 1° PREMIO ASSOLUTO
“Omaggio alla riviera apuana”, giugno 2004 - 1° PREMIO ASSOLUTO
Premio acquisto “Il mare e la sua gente”, Lido di Camaiore settembre 2004
Mostra Personale a Pietrasanta nel Chiostro di Sant’Agostino, novembre 2004
“II Edizione Cortona Città d’Arte”, aprile 2005, 1° PREMIO ASSOLUTO
“Colori del lago di Bolsena”, ottobre 2005, 1° PREMIO ASSOLUTO
NOTA CRITICA
La lezione di Permeke e dell’Espressionismo nordico, filtrata però dagli entusiasmi coloristici dei fauves e del Realismo della prima metà del Novecento (Levi, per intenderci). Piero Cantagalli ama soprattutto la figura. Psicologo attento alle drammatiche circonvenzioni del nostro tempo, coglie negli squarci della vita che dipinge, le inquietudini e i dubbi laceranti, che pervadono la società attuale. Non è facile capire dov’è il progresso e dove iniziano involuzioni e miasmi. La vita, invece di semplificarsi, si è complicata e, per ogni bisogno naturale appagato, abbiamo inventato bisogni artificiali, sempre più difficili da appagare. L’uomo di Cantagalli è l’uomo di sempre, posto però a tu per tu con le realtà sconvolgenti d’oggi, immersi come siamo nell’attualità minuto per minuto, giorno per giorno. E allora i sentimenti ancestrali, le ansie e le angosce esistenziali, i sogni, le paure, le speranze, sono raccolti nei paesaggi naturali, offuscati da nuvolaglie nere, o nei paesaggi dell’anima, allagati dai nuovi tormenti del vivere. Cantagalli vive e lavora a Viareggio. Il luogo della sua meditazione è la Darsena, uno spezzone della città proiettato all’infinito, attraverso gli azzurri del mare e del cielo. I protagonisti
della sua pittura sono gli uomini e le donne che lavorano, che amano, che soffrono, che gioiscono, che danno a Viareggio la linfa vitale. Ma non sono i vàgeri di vianesca memoria nè i calafati e i maestri d’ascia dei tempi di Catarsini e di Santini, nè i trabaccolari e le vecchie del mercato di larusso. La forza di Cantagalli è l’intuizione delle continue metamorfosi, che si svolgono all’interno della società, come le rivoluzioni che sconvolgono e creano all’interno dell’atomo, nella materia. In ogni frammento di Cantagalli c’è un frammento di poesia.
(Raffaello Bertoli, Poeta e critico d’arte) |