| Messina,
Gennaio 1942
NOTA CRITICA.
Accade, di tanto in tanto, che sul palcoscenico della nostra arte
contemporanea, ai cui fragori e onnipresenze teatrali è tanto più
difficile ormai sfuggire quanto più sono inconsistenti e privi di
sostanze reali gli attori che vi compaiono, possa fare il suo ingresso
qualcosa di nuovo, qualcosa di più fresco e frizzante: un protagonista
diverso. Un qualche interprete, insomma, che periodicamente, proprio
per il suo star discosto dalle effimere teatralità dei colleghi
ricchi di sonori e ridondanti opportunismi, appare in scena proprio
a maggior gloria sua e di quel «teatro» stesso che altri hanno reso
ormai, purtroppo, così stucchevole, previsto e ripetitivo.
Proprio qui stanno la forza e la durata suggestiva della pittura,
la sua intramontabile capacità di sedurre l'immaginario di
noi tutti: in questa sua straordinaria capacità, sempre, d'essere
insieme il luogo elettivo di ogni moda e di ogni effimera forzatura
estetizzante ma, anche, l'occasione di robuste personalità divergenti,
di talenti veri che non s'adattano e non conciliano.
Certo, Caldarera non è nato ieri come pittore. La sua entrée
sul palcoscenico della pittura l'ha già fatta da tempo, con fior
d'esiti, successi e segnalazioni. Ma egli è appunto, dicevo, un
protagonista «diverso», un artista che mai s'è mosso in direzione
(o mai s'è accontentato) della via più facile, della carriera sicura,
della tendenza alla moda. La sua pittura è sempre stata (come dev'essere
del resto ogni operazione d'arte autentica) una pittura in progress,
e mai s'è seduta su se stessa nella contemplazione del proprio ombelico.
Come scriveva l'amico Franco Solmi, purtroppo recentemente scomparso,
non si giunge in arte a buoni risultati senza una intensa, sofferta
e ostinata sperimentazione, senza quel «dubitoso e illuminato procedere»
che è proprio dell'artista che ricerca prima che in ogni
altro luogo in se stesso le ragioni della poesia.
E Caldarera lo sa bene, poiché è proprio e soprattutto da quel terreno,
tra le folte pieghe dell'inconscio, che egli ha sempre prioritariamente
ricavato la sua ispirazione e la sua tensione immaginativa.
La nota sentenza di Paul Klee, secondo la quale l'arte non ripete
le cose visibili ma le rende visibili, si adatta perfettamente ai
tratti singolari della sua poetica. La sua difatti, è sempre
stata una ricerca sospesa tra l'onirico e il metafisico, tutta intessuta
con le stoffe preziose di una fantasticazione assorta, di un racconto
concentrato e sommesso. Gli oggetti, gli ambienti, le atmosfere
surrealistiche delle sue tele di ieri avevano, appunto, un tale
andamento metafisicamente «narrante», in cui con sensibilità acuta
e intelligenza plastica coabitavano da una parte la coscienza profonda
di essere e di sognare e, dall'altra, la volontà ineludibile di
rappresentare le tracce emotive, sentimentali, immaginifiche del
proprio più acuto vissuto.
Oggi, in questa ultimi due-tre anni, tale narrazione si è fatta,
se possibile, ancor più acutamente soggettiva.
S'è diradata e rarefatta, distendendosi su un territorio più mentale
e simbolico, percorso da suggestioni ed enigmi cordiali, da allusioni
e garbati emblemi che gentilmente e sottilmente inquietano il riguardante
con i loro sapori sorprendenti. Le pietre «luni» della vicina Lunigiana
hanno fatto il loro ingresso, come allarmanti e impassibili testimoni
d'altre dimensioni del tempo e della coscienza; nelle sue misuratissime
scenografie, accompagnate da frammenti di cornici, da tavole, colonne,
spicchi di luna, brani anatomici, aquiloni, geroglifici intriganti,
trespoli e stelline; tutta una imagerie assorta il cui
vago tono di mondo infantile è pari soltanto al suo indefinibile
mistero.
Entrare in questo mondo, lasciarsi lentamente catturare dal suo
fascino, è come arrendersi ad una sorta di erotica della fantasia,
entro la quale si dipanano seduzioni sbalordite, ambigui riconoscimenti,
brani obliqui della memoria. È l'innesco del sogno, che Caldarera
conduce con sapienti manualità e tecniche raffinate verso una preziosa
e quasi mistica deriva lirica, in cui tutto e il contrario di tutto
divengono possibili, e si fanno palpitante poesia. I modi che egli
si permette, nel fuoco concentrato e freddo di una tale evocazione
poetica, per questo sono così liberi e sciolti, quasi che, con gli
occhi della mente, egli vedesse ogni giorno la sua e la nostra realtà
attraverso un occhiale trasfiguratore, fantasmico, metamorfico:
una lente specialissima e singolare, capace di scorgere le strutture
più minuziose e segrete dell'emozione di vivere.
(Giorgio Seveso)
CENNI BIOGRAFICI.
Nasce a Messina il 24 Gennaio del 1942. Soggiorna per vari anni a Napoli, Roma e Milano.
Attualmente vive e lavora a Camaiore (Lu). Dipinge dal 1962, ma solo dal 1969 si dedica esclusivamente alla pittura.
Ha partecipato a numerose collettive in varie città; nel 1974 è
stato invitato come uno dei 50 migliori giovani pittori italianial
premio "Pellizza da Volpedo" a Tortona.
Ha vinto il premio Loro Ciuffenna ad Arezzo.
E' "segnalato Bolaffi" per gli anni '82 da Marcello Venturoli, '83 da Raffaele Carrieri, '84 da Maurizio Fagiolo Dell'Arco.
Hanno scritto di lui: F. Russoli, P. C. Santini, T. Bonavita, A.
Bovi, L. Carluccio, R. Carrieri, R. De Grada, A. Dragone, E. Fabiani,
J. Hart, D. Lajolo, T. Paloscia, L. Trucchi, M. Venturoli, M. Fagiolo
Dell'Arco.
MOSTRE PERSONALI.
1971 La Conchiglia, Torino, 1972
1974 Galleria Sagittario, Milano
1976 Galleria Lo Scalino, Roma
1978 Galleria Ferretti, Viareggio
1981 Expo Bari, Bari
1982 Galleria Ferretti, Viareggio
1983 Galleria II Tempietto, Brindisi
1983 Expo Bari, Bari
1984 Galleria Lo Scudo, Verona
1985 Galleria Il Minotauro, La Spezia
1985 Galleria Ferretti, Viareggio
1987 H. Palace, Venezia
1990 Galleria Poltera, Lugano
1990 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi
1992 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi
1993 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera
1995 Z-Galleria, Zug, Svizzera
1995 Galleria Pegaso, Viareggio
1995 Volksbank Trossingen, Trossingen; Germania
1996 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera
1996 AltesRathaus,Wittlich, Germania
1996 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi
1997 Museo Maistermann, Wittlich, Germania
1997 Teatro dell'Olivo, Camaiore
1998 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera
1999 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi
2000 Galleria Arianna Sartori, Mantova
2000 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera
2001 Galleria Armin Battig, Luzern, Svizzera
2002 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera
|