Antonio Caldarera
 
   
   
 

Messina, Gennaio 1942

NOTA CRITICA.

Accade, di tanto in tanto, che sul palcoscenico della nostra arte contemporanea, ai cui fragori e onnipresenze teatrali è tanto più difficile ormai sfuggire quanto più sono inconsistenti e privi di sostanze reali gli attori che vi compaiono, possa fare il suo ingresso qualcosa di nuovo, qualcosa di più fresco e frizzante: un protagonista diverso. Un qualche interprete, insomma, che periodicamente, proprio per il suo star discosto dalle effimere teatralità dei colleghi ricchi di sonori e ridondanti opportunismi, appare in scena proprio a maggior gloria sua e di quel «teatro» stesso che altri hanno reso ormai, purtroppo, così stucchevole, previsto e ripetitivo.
Proprio qui stanno la forza e la durata suggestiva della pittura, la sua intramontabile capacità di sedurre l'immaginario di noi tutti: in questa sua straordinaria capacità, sempre, d'essere insieme il luogo elettivo di ogni moda e di ogni effimera forzatura estetizzante ma, anche, l'occasione di robuste personalità divergenti, di talenti veri che non s'adattano e non conciliano.
Certo, Caldarera non è nato ieri come pittore. La sua entrée sul palcoscenico della pittura l'ha già fatta da tempo, con fior d'esiti, successi e segnalazioni. Ma egli è appunto, dicevo, un protagonista «diverso», un artista che mai s'è mosso in direzione (o mai s'è accontentato) della via più facile, della carriera sicura, della tendenza alla moda. La sua pittura è sempre stata (come dev'essere del resto ogni operazione d'arte autentica) una pittura in progress, e mai s'è seduta su se stessa nella contemplazione del proprio ombelico. Come scriveva l'amico Franco Solmi, purtroppo recentemente scomparso, non si giunge in arte a buoni risultati senza una intensa, sofferta e ostinata sperimentazione, senza quel «dubitoso e illuminato procedere» che è proprio dell'artista che ricerca prima che in ogni altro luogo in se stesso le ragioni della poesia.
E Caldarera lo sa bene, poiché è proprio e soprattutto da quel terreno, tra le folte pieghe dell'inconscio, che egli ha sempre prioritariamente ricavato la sua ispirazione e la sua tensione immaginativa.
La nota sentenza di Paul Klee, secondo la quale l'arte non ripete le cose visibili ma le rende visibili, si adatta perfettamente ai tratti singolari della sua poetica. La sua difatti, è sempre stata una ricerca sospesa tra l'onirico e il metafisico, tutta intessuta con le stoffe preziose di una fantasticazione assorta, di un racconto concentrato e sommesso. Gli oggetti, gli ambienti, le atmosfere surrealistiche delle sue tele di ieri avevano, appunto, un tale andamento metafisicamente «narrante», in cui con sensibilità acuta e intelligenza plastica coabitavano da una parte la coscienza profonda di essere e di sognare e, dall'altra, la volontà ineludibile di rappresentare le tracce emotive, sentimentali, immaginifiche del proprio più acuto vissuto.
Oggi, in questa ultimi due-tre anni, tale narrazione si è fatta, se possibile, ancor più acutamente soggettiva.
S'è diradata e rarefatta, distendendosi su un territorio più mentale e simbolico, percorso da suggestioni ed enigmi cordiali, da allusioni e garbati emblemi che gentilmente e sottilmente inquietano il riguardante con i loro sapori sorprendenti. Le pietre «luni» della vicina Lunigiana hanno fatto il loro ingresso, come allarmanti e impassibili testimoni d'altre dimensioni del tempo e della coscienza; nelle sue misuratissime scenografie, accompagnate da frammenti di cornici, da tavole, colonne, spicchi di luna, brani anatomici, aquiloni, geroglifici intriganti, trespoli e stelline; tutta una imagerie assorta il cui vago tono di mondo infantile è pari soltanto al suo indefinibile mistero.
Entrare in questo mondo, lasciarsi lentamente catturare dal suo fascino, è come arrendersi ad una sorta di erotica della fantasia, entro la quale si dipanano seduzioni sbalordite, ambigui riconoscimenti, brani obliqui della memoria. È l'innesco del sogno, che Caldarera conduce con sapienti manualità e tecniche raffinate verso una preziosa e quasi mistica deriva lirica, in cui tutto e il contrario di tutto divengono possibili, e si fanno palpitante poesia. I modi che egli si permette, nel fuoco concentrato e freddo di una tale evocazione poetica, per questo sono così liberi e sciolti, quasi che, con gli occhi della mente, egli vedesse ogni giorno la sua e la nostra realtà attraverso un occhiale trasfiguratore, fantasmico, metamorfico: una lente specialissima e singolare, capace di scorgere le strutture più minuziose e segrete dell'emozione di vivere.

(Giorgio Seveso)

CENNI BIOGRAFICI.

Nasce a Messina il 24 Gennaio del 1942. Soggiorna per vari anni a Napoli, Roma e Milano.
Attualmente vive e lavora a Camaiore (Lu). Dipinge dal 1962, ma solo dal 1969 si dedica esclusivamente alla pittura.
Ha partecipato a numerose collettive in varie città; nel 1974 è stato invitato come uno dei 50 migliori giovani pittori italianial premio "Pellizza da Volpedo" a Tortona.
Ha vinto il premio Loro Ciuffenna ad Arezzo.
E' "segnalato Bolaffi" per gli anni '82 da Marcello Venturoli, '83 da Raffaele Carrieri, '84 da Maurizio Fagiolo Dell'Arco.
Hanno scritto di lui: F. Russoli, P. C. Santini, T. Bonavita, A. Bovi, L. Carluccio, R. Carrieri, R. De Grada, A. Dragone, E. Fabiani, J. Hart, D. Lajolo, T. Paloscia, L. Trucchi, M. Venturoli, M. Fagiolo Dell'Arco.

MOSTRE PERSONALI.

1971 La Conchiglia, Torino, 1972

1974 Galleria Sagittario, Milano

1976 Galleria Lo Scalino, Roma

1978 Galleria Ferretti, Viareggio

1981 Expo Bari, Bari

1982 Galleria Ferretti, Viareggio

1983 Galleria II Tempietto, Brindisi

1983 Expo Bari, Bari

1984 Galleria Lo Scudo, Verona

1985 Galleria Il Minotauro, La Spezia

1985 Galleria Ferretti, Viareggio

1987 H. Palace, Venezia

1990 Galleria Poltera, Lugano

1990 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi

1992 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi

1993 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera

1995 Z-Galleria, Zug, Svizzera

1995 Galleria Pegaso, Viareggio

1995 Volksbank Trossingen, Trossingen; Germania

1996 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera

1996 AltesRathaus,Wittlich, Germania

1996 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi

1997 Museo Maistermann, Wittlich, Germania

1997 Teatro dell'Olivo, Camaiore

1998 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera

1999 Galleria La Piazzetta dell'Arte, Forte dei Marmi

2000 Galleria Arianna Sartori, Mantova

2000 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera

2001 Galleria Armin Battig, Luzern, Svizzera

2002 Galleria Ambiance, Luzern, Svizzera